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6 marzo - Serata tra musica e parole

"Serata tra musica e parole"

reading accompagnato da violino

 

copertina libro

 

Mara Montagner autrice

Mauro Spinazzè violino

Mario Tricarico editore

 

Sabato 6 marzo 2010 ore 20.30

Biblioteca di Ponte di Piave 

Ingresso libero

 

Parise riflettendo sulla sua casetta a Salgareda -"una specie di casa delle fate, minuscola e vecchia " - si domandava: "Che cosa mi inchiodava sempre più spesso a quell'albero di more, a quelle nebbie, al fiume Piave, alle montagne vicine?" È da questa riflessione che Mara Montagner ha preso spunto per questa raccolta di racconti. L'autrice, nata proprio a Salgareda nel 1971, dunque un anno dopo la scelta di Parise di trasferirsi qui, nella terra di "muschi e nebbie" dove si concretizzò l'ultima stagione della vita creativa del maestro e dove nacquero i Sillabari, ha scoperto crescendo lo stesso attaccamento a questi luoghi. Luoghi di quiete e di attesa descritti in alcune opere di Parise e nelle cui pagine Mara Montagner ha potuto riconoscere le stesse atmosfere e lo stesso ambiente in cui è maturata e che ancora oggi, in alcune sfaccettature, resistono. Nel raccontare questa terra Parise ne ha saputo arricchire quei luoghi e quei caratteri umani a lei noti di espressioni e dettagli nuovi, quasi sconosciuti, proprio per quell'abilità di Parise " di guardare attentamente le cose della vita e i dettagli di queste cose, e i dettagli fisici delle persone, così da scoprirne se è possibile (ma con amicizia e tenerezza, non con severità) il carattere e i sentimenti." L'autrice ha così intrapreso negli anni, attraverso la scrittura, un attento lavoro di conoscenza dei sentimenti e della loro espressione, lavoro tanto caro a Parise: "La cultura ", scriveva infatti, "non è aver letto libri, è aver lavorato per capire" e questo capire era riferito non solo alle grandi cose ma anche al quotidiano, a ciò che giorno dopo giorno accade e si sussegue. Il risultato è Solitudini, raccolta di racconti che con sensibilità rara e commossa elabora frammenti di vita e impressioni colte in questa sua terra natale e negli ambienti che la circondano. La scrittura di Mara Montagner sembra portarsi appresso costantemente una sorta di malinconia, un vuoto, uno spazio dove non abitano certezze, ma si alternano continui interrogativi, formulati dagli stessi sentimenti nell'atto di manifestarsi. Solitudini, il titolo con cui gli inglesi hanno tradotto i Sillabari, vuole essere un omaggio e un ringraziamento al maestro Parise e alla terra che lo ha ospitato, e che in questa raccolta sembra essere una presenza discreta e silenziosa. L'invito è di accostarsi a questa raccolta prestando attenzione e riconoscendo quel processo di conoscenza dell'animo umano intrapreso dall'autrice, un percorso che regala molteplici riflessioni, ma tutte figlie del medesimo consiglio parisiano: "pensare (anche da giovani) che la vita è breve"; così da non poter che viverla con attenzione, magari con occhio ingenuo e stupito, senza lasciarsene sfuggire neppure un dettaglio.