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Acqua pubblica:prepariamoci ai Referendum

La Corte Costituzionale ha ammesso 2 dei 4 referendum proposti dal Comitato promotore che dovrebbero svolgersi tra il 15 Aprile ed il 15 Giugno.
Il primo riguarda l'abrogazione dell''art.23 bis della legge 155/12008 che indica le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, il secondo (terzo di quelli proposti) riguarda la determinazione delle tariffe del servizio che devono garantire la remunerazione del capitale investito eliminando così i profitti sul bene essenziale qual'è l'acqua.
Il Comitato Promotore ed il milione e 400.00 cittadini che hanno sottoscritto i Referendum non possono che essere soddisfatti e riprendere la battaglia per mobilitare almeno 25 milioni di cittadini a votare due si.
I Comuni, tra cui Ponte di Piave, le Provincie e le Regioni che hanno sostenuto con ordini del giorno la gestione pubblica dell'acqua sono tenuti a continuare l'impegno per un buon esito dei Referendum rispondendo così alle attese del territorio
La campagna referendaria può diventare una grande occasione per una cultura del governo dell'acqua favorita anche dalla risoluzione del 28 luglio del Consiglio dell'ONU che dichiara l'accesso all'acqua un diritto umano facendo così cadere il concetto di bene di rilevanza economica per cui la concorrenza non può venire prima della salute.
Una grande affermazione dei sì non sarà facile perchè si tenterà di depotenziare il significato del voto e ridurre così la partecipazione.
A tal riguardo sarebbe quanto mai opportuno associare il voto referendario con quello amministrativo fissato per il 15 maggio.
Le Aziende pubbliche del territorio provinciale che gestiscono il servizio con buoni, a volte ottimi risultati,a fronte di un esito positivo dei referendum,avrebbero maggiori possibilità di proseguire nella gestione in house del servizio sia perchè verrebbero meno i vincoli drastici dell'art. 23 bis sia perchè la Corte Costituzionale ha eliminato il rispetto del patto di stabilità che avrebbe ostacolato gli investimenti.
In questa prospettiva ritengo strategico coniugare l'impegno straordinario per il voto con una riflessione sui problemi, aperti da molto tempo, del ciclo integrato dell'acqua, superando ogni approccio ideologico.

Un attento esame dello stato delle reti e degli impianti evidenzia alcune serie criticità destinate ad aggravarsi : reti obsolete dell'acqua potabile con conseguenti dispersioni dal 40 al 60%, ricerca di nuove fonti,carenze nelle reti fognarie e negli impianti della depurazione.
La soluzione inderogabile di tali criticità comporta il reperimento di ingenti risorse finanziarie,solo il Piano d'Ambito del Veneto Orientale per la Società Piave Servizi che comprende SISP,ASI,SILE PIAVE, a prezzi del 2003, presenta un fabbisogno trentennale di 500 milioni di Euro.
Con questo nocciolo duro del problema occorre misurarci se vogliamo garantire un governo pubblico dell'acqua di buona qualità con una tariffa equa.
Qualora, dopo l'esito referendario, si punti ad escludere il capitale di partners privati nelle società di gestione occorre da subito aprire un confronto sulle modalità da adottare per finanziare gli investimenti tenendo presente che le attuali condizioni della finanza pubblica prevedono limitati finanziamenti erogati dalla Comunità Europea attraverso le Regioni.
Poiché le attuali tariffe non possono subire aumenti insostenibili, il nodo relativo all'apporto di capitale non sarà facile da sciogliere, se non attraverso nuove forme di intervento pubblico, promuovendo una campagna, non certo facile, di azionariato popolare che presuppone una cittadinanza attiva ed un costante controllo dei Comuni in coerenza con l'art. 43 della Costituzione.
In questa prospettiva, dove la gestione del servizio resta legata al territorio, occorre, ancor più di prima, garantire la massima trasparenza dei costi, l'efficacia,l'economicità degli investimenti e va istituita, nel rispetto del federalismo, una Authority Regionale a cui sottoporre il rispetto della normativa da parte dei soggetti gestori.
Ritengo auspicabile,per quanto esposto, un ampio confronto tra le forze sociali e politiche con l'obbiettivo di realizzare una nuova governance partecipata per riformare un servizio pubblico del ciclo idrico integrato all'insegna dell'efficienza e dell'equità sociale.

18/01/2011
Luciano De Bianchi
Vicesindaco di PONTE di PIAVE