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Il saluto del Sindaco alla festa dei Bersaglieri - 29 novembre 2015

Cari Bersaglieri, nel cercare le parole per il mio intervento di oggi, ho voluto trovare aiuto in quello che è stato il pensiero del Generale La Marmora, fondatore del vostro Corpo.

Ho quindi pensato a come il Vostro decalogo possa - ancora oggi - essere di ispirazione e di riferimento non solo per voi che avete vissuto l’esperienza di vestire una delle divise più amate dalla gente, ma anche per tutti i cittadini.

L’obbedienza alle leggi e alle regole che una società deve e sa darsi affinché tutti possano vivere nella serenità, quando in troppi vorrebbero comandare sugli altri, con prepotenza ed ingiustizia.

Il rispetto del prossimo, del nostro vicino, di coloro che incontriamo nel nostro cammino di vita. Che questo sia un rispetto reciproco, autentico e contagioso, di uomo in uomo, di uomo in donna e di padre in figlio.

La conoscenza della propria arma, non certo per il contesto della battaglia, che pure in questi tempi, con il Centenario della Grande Guerra, ricordiamo, ma per avere coscienza delle nostre capacità e delle nostre possibilità, al pari dei nostri limiti, affinché nulla del nostro valore vada disperso, ma venga anzi messo al servizio della nostra crescita e degli altri.

L’addestramento e la ginnastica, del nostro spirito, del nostro corpo, della nostra mente, ricordando ciò che davvero conta nella vita e che la prima forma di rispetto e di amore la dobbiamo avere nei nostri confronti e solo attraverso noi tutto questo può giungere agli altri.

Il cameratismo e il senso della famiglia, perché non siamo soli, mai. Lo siamo nel momento in cui ci accorgiamo che c’è chi ha bisogno del nostro aiuto e non solo quando quell’aiuto andiamo noi a cercarlo. Appartenere non è escludere l’altro, è coinvolgere chi vuole condividere i nostri valori e i nostri principi e ne rispetta la storia, la cultura, le genti.

L’onore al Capo dello Stato, alla Patria, perché in questi tempi dobbiamo riuscire a ritrovare figure solide e ruoli autentici che sappiano ancora ingenerare fiducia e ottimismo nella cittadinanza.

Infine la fiducia in noi stessi. Questo è un elemento che non deve mai mancare nella nostra esistenza, perché le sfide, gli esami, le prove non terminano mai. E ci è richiesto coraggio, forza, entusiasmo. Non è aspettandoci che le cose cambino da sé che si diviene protagonisti della propria vita.

Grazie!

Paola Roma - Sindaco Ponte di Piave